TRASFORMARE OPENSUSE LEAP 42.3 IN TUMBLEWEED

**ndr** Il “nostro” Marco Fioretti ha scritto un resoconto delle sue avventure in divenire che io ho leggermente editato e che pubblico qui, con la sua approvazione

Da Leap a Tumbleweed

Per curiosità e perchè preferisco le distribuzioni “rolling release” ad evoluzione continua, ho deciso di passare da Leap 42,3 a Tumbleweed, senza reinstallare. Considerando che tanti miei contatti decantano le doti di stabilità e robustezza di opensuse voglio davvero metterla alla prova, passando “live” da leap a tumbleweed.

Per prepararmi al peggio ho eseguito una copia in una directory nella mia home dei repository di opensuse leap, in modo da poterli ripristinare a mano.
Utilizzando Yast, lo strumendo per le configurazioni, ho modificato tutti i repository da leap a tumbleweed. Qui serve  precisare che la struttura dei percorsi dei reposotory in opensuse è la seguente:

http://packman.inode.at/suse/openSUSE_Leap_42.3/

notate l’ultima parte del percorso? /openSUSE_Leap_42.3/? se la si modifica in Tumbleweed si ottiene il corrispondente repository.

dato che le operazioni di aggiornamento coinvolgono anche l’ambiente grafico ho fatto logout, mi sono autenticato in un terminale tty con ctrl+alt+F1, ed ho impartito il comando sudo zypper dup (dup = distribution upgrade).

Dopo un attesa infinita (3,5 ore), resa necessaria dal dover praticamente reinstallare l’intero sistema, riavvio.
Boot lunghissimo e poi desktop inusabile, uso kde, ecco penso è stato uno sbaglio, un azzardo!

Come consigliatomi dai membri della community openSuSe Italia creo un nuovo utente e verifico che il sistema funzioni, funziona, anche KDE!
Allora, dal nuovo user, entro nella home del mio utente principale e rinomino la cartella .local in .local_old, riavvio ed il sistema funziona perfettamente.
L’unico inconveniente è che risulta praticamente come appena installato, senza le mie personalizzazioni nella quasi totalità delle impostazioni, p.e telegram, icone.
Piano piano sto ripristinando il tutto, ad esempio la cartella telegram l’ho ricopiata da .local_old/share in .local/share.

Non farò così con tutte le cartelle, altrimenti andrei a vanificare quanto fatto e tornerei ad avere un sistema unitilizzabile. Al momento, infatti, non ho identificato quali fossero le impostazioni che creavano scompiglio.
Questo esperimento ha comunque confermato che il passaggio non solo è possibile, ma è riuscito in maniera anche abbastanza indolore, senza perdita di dati a parte le impostazioni personali.

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